GUIDO PAPA
Guido Papa si è laureato in Biotecnologie Mediche all’Università di Siena e ha conseguito il PhD in Biologia Molecolare presso l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste, nel laboratorio del Dr. Oscar Burrone. Durante il dottorato sviluppa approcci di reverse genetics e genome editing per studiare i meccanismi molecolari che regolano l’assemblaggio delle fabbriche di replicazione virale, contribuendo a dimostrare che la separazione di fase e la formazione di condensati biomolecolari rappresentano un principio fondamentale della loro organizzazione.
Dopo il PhD, si trasferisce a Cambridge (Regno Unito) come ricercatore postdoc presso il laboratorio del Dr Leo James al Medical Research Council – Laboratory of Molecular Biology (MRC-LMB), dove studia l’interazione tra virus e sistema immunitario intracellulare utilizzando diversi modelli virali, tra cui rotavirus, SARS-CoV-2 e HIV.
In questo contesto, amplia i suoi interessi verso lo sviluppo di nuove strategie di Targeted Protein Degradation (TPD) per colpire selettivamente proteine e assemblaggi proteici all’interno della cellula. In particolare, sviluppa approcci innovativi in grado di reclutare selettivamente specifiche E3 ligasi all’interno di aggregati proteici, inducendo la degradazione mirata di proteine bersaglio o di interi complessi. Queste tecnologie hanno aperto la possibilità di intervenire direttamente su strutture cellulari dinamiche, incluse quelle finora difficilmente accessibili con approcci farmacologici tradizionali.
Nel settembre 2025 rientra in Italia per avviare il suo laboratorio grazie al finanziamento del Fondo Italiano per la Scienza (FIS-2) Starting Grant. Attualmente è Assistant Professor presso l’Università degli Studi di Milano e Junior Group Leader presso l’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (INGM).
La sua attività di ricerca si concentra sullo sviluppo di nuove tecnologie di degradazione proteica applicate allo studio di aggregati proteici inclusi i condensati biomolecolari per comprenderne e modularne la funzione. L’obiettivo del suo laboratorio è identificare i principi biologici che governano l’organizzazione molecolare della cellula e sfruttarli per sviluppare nuove strategie terapeutiche, con un potenziale impatto su un’ampia gamma di malattie umane.